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Il recupero del patrimonio edilizio esistente

Recupero e riuso come politica di sostenibilità.
di Daniela Ventura

Viviamo in un tempo di cambiamento. Mai come oggi l’uomo si è reso conto di essere arrivato ad un punto di svolta obbligato. Il mantra ricorrente, presente in tutti i campi della vita, è sviluppo sostenibile.

Anche lo sviluppo edilizio non può esimersi dal rispettare le nuove direttive.  Quali? Limitare il consumo del suolo con nuove edificazioni, privilegiare il recupero di immobili esistenti, riqualificare gli edifici con l’ausilio di nuove tecnologie volte al miglioramento delle prestazioni energetiche e al contenimento dei consumi, migliorare la sicurezza statica dei manufatti, nonché riqualificare lo spazio urbano.

In quest’ottica alla base del nuovo sviluppo edilizio non può che esserci il recupero e la riqualificazione del grande patrimonio edilizio esistente.

L’Italia vanta un grande patrimonio edilizio se si pensa che questo ammonta a circa 65 milioni di immobili (dei quali più del 50% residenziali) contro una popolazione di 60 milioni di unità.

In questo grande patrimonio rientrano tipologie diverse di immobili che se non valorizzati rischiano di perdere il loro valore nel tempo. Gran parte di essi sono stati edificati rapidamente nell’arco di 25-30 anni, cioè negli anni della ricostruzione post bellica e successivamente con il boom edilizio degli anni ‘60 e ’70, spesso seguendo disegni urbanistici poveri, con caratteristiche architettoniche e costruttive sovente di scarsa qualità e carenza di reti infrastrutturali. Ma penso anche al patrimonio edilizio montano ricco delle nostre tradizioni, agli innumerevoli rustici e cascinali che costellano il territorio piemontese, all’elevato numero di sottotetti esistenti che le norme regionali ci consentono di recuperare ai fini abitativi, o ai grandi contenitori dismessi dalle industrie, spazi della nostra memoria, che si prestano ad essere rinnovati e regalati a nuova vita.

E’ essenziale recupere questa grande risorsa mal utilizzata. Come? Costruendo sul costruito, valorizzandone la bellezza, operando interventi di riqualificazione architettonica ed urbanistica che favoriscano il miglioramento della qualità ambientale.

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