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Il laboratorio delle relazioni

Gli strumenti che adoperiamo non sono mai né buoni né cattivi in sé, tutto dipende dall’uso che ne facciamo.
di Cosimo d'Alessandro

Facebook, Whatsapp, Messanger e una miriade di nuovi strumenti, potentissimi, ci permettono cose che erano inimmaginabili solo pochi anni fa. Rendono possibile oggi entrare in contatto istantaneo con un numero incredibile di persone, ma d’altra parte ci mettono alla prova, per comprendere e gestire questa nuova realtà delle relazioni che andiamo a costruire e gestire.

È fantastico, sicuramente, ma come ogni innovazione tutto questo comporta dei cambiamenti nel modo di comunicare, che diventa veloce, essenziale e troppo spesso non abbastanza profondo. Gli strumenti che adoperiamo non sono mai né buoni né cattivi in sé, tutto dipende dall’uso che ne facciamo. E in un mondo che viaggia a velocità e accelerazioni impressionanti occorre tenere ferma la barra e restare ancorati alle cose che contano davvero. Sicuramente la qualità delle nostre relazioni, nel privato come nel lavoro, sono e resterà fondamentale per il nostro benessere e per il nostro successo. E grande attenzione dovrà sempre essere loro dedicata affinché siano sempre più positive e utili. Ma per quanto la tecnologia ci proietti verso un futuro incredibile, nulla potrà mai essere al pari di quanto la nostra biologia e migliaia di anni di evoluzione hanno saputo fare di noi stessi.

Dotandoci di sofisticatissimi apparati che si sono evoluti proprio in funzione del nostro essere in relazione con il mondo che ci circonda e con gli altri. Miliardi di neuroni, che compongono il nostro cervello, e uno straordinario apparato bio-chimico, si sono specializzati per creare abilità che ci consentono di sintonizzarci e interagire con ciò che è fuori di noi. E questo allo scopo di comporre una infinità di “programmi” che per lo più operano in modo automatico; e si così sono strutturati in conseguenza proprio delle nostre relazioni con il mondo; in funzione di ciò che abbiamo appreso, di ciò che abbiamo sperimentato e vissuto.

Tutto ciò costituisce il nostro “sistema operativo”, che governa le nostre azioni e reazioni, e tutto va bene fino a quando tutto funziona e ci porta a risultati positivi. Ma accade spesso che così non sia; che ci siano relazioni difficili, insoddisfacenti, che non scorrono fluide o da cui vorremmo qualcosa di più e di migliore. E allora ecco che può entrare in gioco la più straordinaria delle nostre facoltà: noi non siamo soltanto i nostri pensieri, i nostri pregiudizi, i nostri automatismi e il nostro sistema operativo! Noi siamo in grado di vedere tutto questo e così come si è costituito siamo in grado di modificarlo. Siamo in grado di riconoscere le nostre risposte automatiche agli stimoli che ci arrivano; siamo in grado di riconoscere e gestire le nostre emozioni.

I filosofi la chiamano “coscienza” e i neuroscienziati si dannano per scoprire cosa sia in realtà e come funzioni, ma è così. Noi possiamo farlo. Ed è questo che facciamo nel “Laboratorio delle Relazioni”.

Conoscenza della nostra biologia ed esercizi, pratici e semplici, per migliorare le nostre capacità di ascolto, di osservazione, di gestione delle nostre emozioni.

Per riconquistare quello spazio tra stimolo e risposta e per guidare e scegliere noi ed in modo consapevole il percorso che ci mette in relazione con gli altri. Per vivere in un mondo di relazioni utili e positive.

Noi possiamo farlo!

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